mercoledì 13 gennaio 2010

Mamma, sono un fenomeno

Di mattina, quando mi preparo ad uscire vestita come lo yeti, con addosso 4 strati di lana, inchiavabile come solo io posso diventare, e simpatica quanto, come dicono gli inglesi, a pain in the ass, normalmente incontro un mio vicino di casa, ribattezzato amorevolmente in codesto modo: Mamma, sono un fenomeno.
Mamma sono un fenomeno è un nerd della vecchia scuola. Per dare un' idea, di quelli che vanno in giro con gli scarponcini anti neve anche quando non devono, per ragioni climatiche, farlo. Di quelli che c'è una bella ragazza al tavolo e loro si intrippano con l'amico racchia a parlare di come costruire un circuito elettrico. Di quelli che il sesso non sanno neppure dove sta di casa, e neanche si smanettano (preferisco uno smanettone a un alibidico).
Mamma sono un fenomeno è così.
Di mattina, quindi, quando mi preparo ad affrontare 40 minuti di camminata per andare in ufficio, sia con la neve, la pioggia, le tormente, gli scoiattoli assassini che si lanciano dagli alberi giusto per procurarti una sincope, mamma sono un fenomeno esce di casa, in bicicletta, vestito con i pantaloni corti, un pile della quechua, l'elmetto per la bici e gli immancabili stivaletti da montagna.

(La foto non rende perfettamente l'idea, immaginatelo con i pantaloni corti)


Dopo un secondo all'aria aperta, un pò come i reperti archeologici che deteriorano al contatto con l'ossigeno (mi chiedo se viva nella nostra stessa dimensione, mah), la sua pelle comincia a degradare verso un colore rosso gambero e, tempo dieci passi (quelli richiesti per arrivare alla strada) sembra un peperoncino calabro.
Ieri, disgustata dai quotidiani incontri mattutini, gli ho chiesto: " Oh, ma perché non ti metti i pantaloni lunghi?" (Oh, why don't you put long trousers on, you lousy bastard?)
E lui, serafico, felice oserei dire, orgoglioso, mi ha risposto:
Mangio tanta carne rossa, sono forte.
Ecco, giusto per dirvi quanto sono deficienti gli inglesi.
Nel senso di deficere, eh.

13 commenti:

  1. sono 10 min che non smetto di ridere.
    buona serata.

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  2. mi spiace non essere lì, guarda.

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  3. ma poi si gira e torna in casa un attimo prima dell'ipotermia, andando a sgranocchiare quelle ottime scagliette di carne secca salata che vendono nei supermercati (in questo non deficiono affatto, anzi), o prosegue nel mondo esterno?

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  4. senza parole.

    peppe
    http://haidaaccendere.splinder.com

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  5. Che il britannico medio non avesse stile si sapeva, ma questo...hahahah

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  6. Prosegue nel mondo esterno, felice e orgoglioso di essere così in sintonia con il meteo. Io me lo vedo che mangia i baked beans per colazione. Ma qua ragazzi è pieno di gente così. Nevica, e vedi la tua vicina di ufficio con i pantaloni di lino e le ballerine. Non capisco un cazzo, non ci beccano. non me lo spiego altrimenti.

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  7. ahahah, tesoro mi fai sempre tanta compagnia.. e mi fai morire dal ridere.
    ti immagino lì al tuo portatile con la tua espressione da punto interrogativo ad osservare dalla finestra il vicino, diciamola tutta, un pò sfigato...ahahah!!
    comunque non capisco davvero come possano non sentire il freddo ke fa! mah!
    Eli

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  8. Ma che dalla finestra, ci sbatto il muso in faccia ogni mattina. Non lo vedo mai tornare però. ah. forse nella casa c'è una macchina che produce un mamma sono un fenomeno dopo l'altro.

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  9. la spiegazione della macchina genera fenomeni mi sembra la piu' ragionevole

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  10. Ciao, ti scopro per caso girovagando per Twitter. Mi hai fatto schiantare. Me lo immagino il fenomeno in pantaloncini corti...anche qui dove vivo io, a Chicago, ci sono tipi del genere. Settimana scorsa c'era una temperatura di -15 gradi. bene, vedevo in giro fenomeni con una felpa col cappuccio. Aperta. E sotto una tshirt. boh.

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  11. Spero non in macchina:)
    Deve essere una cosa degli anglosassoni. Povero tu a chicago, sai il freddo.

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  12. Forse hai capito male, il concetto era che mangia tanta carne rossa, quindi morirà presto, quindi non è un problema se sente freddo.

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