domenica 7 marzo 2010

Grazie al cielo esistete

Da qualche tempo stiamo assistendo all'espandersi di un fenomeno collettivo chiamato Fashion Blogging.
Ora, se prima interessava solamente individui di sesso femminile appartenenti al continente americano o oceanico e veniva colto come divertissement straniero a cui guardare con lo stesso distacco con cui guardiamo l'uso del Ketchup al posto della salsa al pomodoro sugli spaghetti. Da poco, causa mamma globalizzazione, sono approdate quatte quatte anche in italia, soprattutto a Milano.
Queste personcine, le fashion blogger, hanno in media 22 anni. Frequentano una qualsiasi università privata milanese (ma anche no, siam popolari noi!), hanno un piccolo appartamentino comprato da papà in zona San Babila, un fidanzato che ha dimestichezza con la macchina fotografica (non si chiede tanto, basta che centri l'obiettivo), una macchina fotografica figa e, last but not least, una carta di credito illimitata. Si, perchè queste ragazzette, alla veneranda età di 22 anni, quando tutte noi al massimo potevamo permetterci una cintura borchiata in piazzola e le marchette erano un alternativa fortemente considerata, girano con pezzi da 90 quali borse di chanel, scarpe di gucci o yves saint laurent alternati a capi più cheap come quelli di H&M, che tanto disimpegnano.
Ora, se ci avventuriamo in un analisi più dettagliata del fenomeno fashion blogging, possiamo riconoscere le seguenti aberranti caratteristiche:

- le fashion blogger scrivono normalmente sia in italiano che in inglese, facendo un uso improprio di ambedue le lingue. Cercano di usare lo slang americano creando mostri quali It stays very well (sta molto bene in fashionblogghese), I can't see the hour to wear it (non vedo l'ora di indossarlo) e immagino che rispondendo a un numero straniero per paura che sia un Fashion Editor di Vogue diranno Ready.

- le fashion blogger, sia che vengano da Mola di Bari, Pozzuoli, Torino o Milano, utilizzano lo spazio intorno a loro per creare fantastici stage dove improvvisare shooting sensazionali. Una discarica alle porte di Foggia? è figo con una Chanel 2.55 Jumbo. Il giardino pieno di fango dietro casa di Nonna Assunta? Perchè no, con un paio di over the leg Givenchy. Il bagno otturato dell'Università? Boho-chic.

- le fashion blogger dettano stile utilizzando i loro mezzi. Capita quindi di trovare Blog con foto di outfit mediamente decenti e foto con accostamenti che neanche la fruttivendola cinese del mercato di Peckham riuscirebbe a partorire. Chiunque, per il solo fatto di avere uno spazio per farlo, vede il suo contributo nel Fashion Blogging come una missione. Che me viene il dubbio che la scarpetta della Coop non la conoscono all'estero? Alfrè, viè qua con la camera che me devi fa er siuting. Ci dovremmo rileggere Pasolini, e riguardare Warhol.

- le fashion blogger sono destinate a vivere in sordina a parte alcune che, andando a due sfilate in croce (dell'importanza di Benetton e Frankie Morello eh, micacazzi) per qualche strana congiunzione astrale vengono considerate le regine del fashion blogging, fonti di ispirazione per generazioni di stilisti italiani. Che poi semmai si scopre che il padre è amico del giornalista di Studio Aperto o che la nonna è sorella del fratello di quello che organizza la settimana della Moda a Milano.
O che è la figlia segreta di Chiambretti, solo che ha preso dalla madre.




19 commenti:

  1. Quanto è vero, articolo delizioso!

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  2. Ti riferisci alla Ferragni?
    Minosse

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  3. Delizioso e molto vero...
    as usual

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  4. @ Minosse la Ferragni in due mesi ha fatto quello per cui Brian Boy ha impiegato tre anni. E poi l'ossessione Chiara Ferragni mi sembra costruita su misura per qualcosa che non mi è ancora chiaro. che la candidano al governo? Mostri della nostra Italia

    @ Sara: grazie, as usual

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  5. ma vadano a dar via il cool
    metaforicamente parlando

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  6. quanto mi sta sul cazzo quella.
    l'hai sentita a chiambretti night,intervistata con misha barton,Chiambretti le mostra un "Outfit" della Barton,e lei(la fashionblogger):"Ma guarda,questo abito non le dona molto,la appesantisce."
    E' da notare l'incapacità totale di scrivere in italiano.In inglese non guardo nemmeno.Mi fa paura il solo pensiero.
    Tra l'altro,se il papi mi allungasse un paio di migliaia di euri al mese sarei in grado anche io di cazzeggiare per i negozi comprandomi quello che mi pare,e poi farmi fare delle splendide foto dal mio moroso "fotografo" con la nikon da 2000 euro. modalità easy on,ovviamente.Che di mettere a fuoco non è capace.
    Ma che vadano sentitamente a cagare.

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  7. Ho guardato il suo Flickr. Le Chanel sono vere? Cmq, da Zara e HM compra a mani basse perchè ho riconosciuto tutti i capi!
    Sei il solito genio ;)

    Aeiouy

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  8. Credo siano vere le Chanel..il flickr è allucinante, ma secondo me lei non è la peggio. Almeno sa usare il mezzo. Però non vedo l'ora che si scopra che è tipo figlia di Ghedini o nipote di Missoni.

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  9. che io invece vorrei risponderti seriamente.
    Intanto se mi togliessero questi personaggi io poi come le passo le giornate al lavoro. :)
    Che quella ragazzina che scrive quel blog non è ne piu ne meno che l'ennesima raccomandata che scavalca invece di stare in fila.
    Sinceramente non mi fa ne caldo ne freddo il servizio a studio aperto ne mi fa ne caldo ne freddo quello che scrive.
    Io faccio il finto snob che non segue la moda..invece leggo molti blog di moda per lavoro e per diletto.
    Ho trovato un gran bel blog uno trovato sulla tua Hp, ho letto molti blog scopiazzati da comunicati stampa (e neanche troppo recenti) che sono veramente brutti.
    Non perche copiano..perche anche copiati so scritti male.(esiste una tecnica del control c control v).
    Non amo molto i carrozzoni (non so se hai mai partecipato a quello che chiamano girlgeek piu io meno dove si presentano delle losche figure a parlare dei blog).
    Se vedi sono sempre le stesse. Con le stesse organizzazioni alle spalle..
    A me la blogosfera mi ha dato tanto ma mi anche deluso.
    Perchè pensavo ancora ad un territorio vergine dove le ragazze che mi fanno ridere come te potessero emergere.
    Con il tempo mi sono sbagliato.
    P.s. di solito i domatori di quei carrozzoni sono delle persone dell'ambiente web
    Vecchi (come idee) tristi(come cervello) noiose (come atteggiamento).
    I don't see the hour invece è un piccolo capolavoro.

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  10. minchia non ho scritto un commento.
    Un post :)

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  11. Allora, rimbocchiamoci le maniche:)
    Io non eliminerei mai blog del genere, fanno ridere anche me. Ovviamente quando ti metti in prima pagina con il broncio e la mano lì (si, proprio lì) poi ti devi aspettare che gente come me, che fondamentalmente non ha un cazzo da fare, ti prenda per il culo. Ma mi interessano soprattutto perchè sono un segno di questi tempi, così narcisistici ma sperduti. Tutti hanno qualcosa da dire, ma non dicono niente.
    La blogosfera rispecchia la nostra società, dove emerge solamente chi viene aiutato o è fondamentalmente un mediocre. L'importante è che ci siano piccoli spazi in cui si riesca a trovare un linguaggio comune e perchè no, ci si voglia un pò bene, che non fa mai male.
    grazie di cuore, cielo.

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  12. Ho letto il post stanotte e ti devo ringraziare perché mi hai fatta addormentare come una bimba felice e appagata.

    Per quel che riguarda le fashion blogging voglio anche io dare il mio contributo.
    Alcune di esse sono nei miei Rss non posso negarlo. Spio gli outfit e mi chiedo quasi sempre "ma se Zara e H&M sono universali, loro, sta roba di merda, do cazzo la pigliano?".
    Inoltre, non so se hai notato, nella stragrande maggioranza dei casi, portano capelli lunghi, lisci e con la frangia a fil d'occhio. Che se poi vai a vedere, la cosa peggiore che indossano sono quella per cui tanto si dichiarano "in love" ovvero le scarpe.
    Utilizzano scarpe ortopediche, cioè, a casa mia e dal mio farmacista, quelle, so scarpe ortopediche.

    Per quel che riguarda l'inglese la dicono lunga i commenti. Se su 25 commenti solo uno è inglese (e forse è anche da parte di un'italiana che tenta di scrivere) evidentemente nun se capisce 'n cazzo!

    Comunque sono ottimista: sono sicura che un giorno, almeno una di loro, si vesta decentemente.

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  13. PEr me il guru della moda resta e resterà per sempre il fu barbone matto con la bandana di plastica in testa e il poncho-arazzo medievale in ogni stagione.
    RIP

    Per il resto, non capisco molto bene di chi si stia disquisendo. Ma io sono fuori dai giri e dal tunnel del divertimento, come diceva il profeta.

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  14. @ ransie: per me, il loro minimo comun denominatore è il broncio ad hoc. Cazzo, non c'è n'è una senza! il broncio sta al 2010 come la liceale agli anni 60?

    @ossimorosa si disquisisce della categoria fashion blogging, cioè gente che ha un blog è che posta i propri outfit per il pubblico. Io ne seguo alcune, secondo me molto brave, ma altre dovrebbero scendere un pò dai trampolini, letteralmente. puoi aggiornarti anche su lookbook.nu
    ma hai visto il barbone cinese nella gallery di repubblica? pensavo ti riferissi a lui..

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  15. ti devo segnalare questo, DEVO:

    http://life-in-travel.blogspot.com/2010/03/vote-for-fashion-blog-worlds.html

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  16. Ho guardato un po' sul sito, e poi sono entrata in paranoia pensando che devo abbinare tutto con tutto all'interno del mio guardaroba. Che, per inciso, non è mai soddisfacente come si vorrebbe

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