lunedì 5 luglio 2010

Intrecciare relazioni sociali e " scusa se non considero la merda del tuo cane patrimonio dell'umanità"

Bologna si risveglia in una cupola di umidità, l'unica stella visibile nel suo cielo gassoso è Arturo, a forma di aquilone lievemente luminoso, componente della Corona Boreale.

Ovviamente a forza di guardare il cielo, con l'animo entusiasta di un antenato alle prese con le meraviglie dello sconosciuto, si può sempre incappare in quello che, a Bologna, risulta essere il problema numero uno degli aspiranti sognatori. Le merde dei cani.
A Londra, invece, (e consentitemi di fare un parallelo, che mi sono trattenuta in questo mese dall'impezzare chiunque sulle differenze Albione-Italia, troppe e svilenti) la cosa più schifosa con cui puoi avere la sfortuna di approciarti sono le ossa di pollo.
Le merde a Bologna sono ovunque.
Le fresche di produzione, giacciono in composizioni architettoniche quasi artistiche, con elevazioni varie, in diversi luoghi che possono essere gli angoli di un portico, il centro della pavimentazione di un portico, la macchia più scura della mattonella del marciapiede, per causare la cosidetta " sorpresa di merda".
Le più vecchie, che hanno resistito a giorni di solleone o pioggia, piedi di tutte le dimensioni, spazzini di tutte le nazionalità, decrescono in altezza e si contraggono, mostrando una stoica solidità interiore e un'incredibile legame con l'ecosistema bolognese.
Proprio mentre imprecavo per una cacca su cui il mio trolley è magicamente incappato, ho avuto modo di conoscere Elisa.
Elisa è una giovane punkabbestia bergamasca, che abita le vie del ghetto ebraico con la sua squadra di cani al guinzaglio. Se le parli un pò capisci che è figlia o di un banchiere o di un imprenditore, ma cerchi di crederle quando afferma che ha scelto di vivere elemosinando pochi spiccioli per rinnegare il consumismo frenetico della società.
Elisa sostiene di non raccogliere le cacche dei suoi cani perchè quest'ultime sono naturale e ordinaria conseguenza della vita, e che lei non si frappone ai discorsi della natura, facendo una pippa a una pastorale di Virgilio.
Dopo di chè mi ha chiesto se avevo una sigaretta, e l'ho mandata a fanculo. Scusate ma ci voleva.

8 commenti:

  1. La mia sorpresa è stata quella di scoprire che la moda viene dalla Germania. Sia Berlino che Dresda sono campi minati dal medesimo tipo di fenomeno sociale, i Punkabbestia appunto, i quali usano i cani per garantirsi un minimo di denaro, rilasciato dal governo ad inidgenti proprietari di animali. Anche colà i punkabbestia usano non violare le composizioni fecali dei loro 'protetti'.
    Ah, viene da là anche la moda di spaccare le bottiglie di birra sulle ciclabili...
    Scusa il guizzo qualunquizzante.

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  2. Spaccare le bottiglie di birra sulle ciclabili. Perchè me l'hai detto

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  3. Dai, perà piano piano ti apri alla vita. Io sono contenta, lo considero un notevole passo avanti
    ELE

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  4. Leggerti stamattina è stata un folata di aria condizionata...

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  5. Notevole la disquisizione sulle varie tipologie di merde di cane. Mi permetto di aggiungere la differenziazione tra tipologia "a pagoda" o "a dirigibile".
    E mandare affanculo la punkabbestia figlia di papà che tanto ha il genitore capitalista e consumista che la toglie dal guano quando ci si caccia è cosa naturale e ordinaria. Oltre che buona e giusta.

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  6. la tipica naturalezza del caneabbestia

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  7. ahahaha! tesoro avrei voluto vederti...
    sentiamoci prima ke parto giovedì!
    Eli

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