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giovedì 9 dicembre 2010

Cordialmente

Oggi aspettavo un fax davanti alla macchina dei fax (ha un altro nome, per caso?).
Pensavo alle parole di mia madre "Ti innamori di gente che spesso sopravvaluti" o che ripete sempre il mio amico Andrea "No, quello no. Così ti butti via. Sei il caviale per uno che è abituato a ossa di pollo". Io ho paura che poi, continuando con questa selezione, prima o poi mi ritrovo a 40 anni, con due ovuli rimasti e con l'obbligo di rispettare quel patto che un giorno io e il mio amico R. suggellammo con un bicchiere di porto: "Se non sei sposata a 40 anni, ti sposo io e ti faccio fare tre figli". Solo che R. in dieci anni è diventato obeso e con problemi di alitosi, e io evitarei di onorare quella promessa adolescenziale.
Mi sono chiesta allora perchè noi ragazze ci imbuchiamo in patti-salva-vita-sentimentale in un età ancora lontana dal ticchettio schizofrenico dell'orologio biologico. E soprattutto perchè li stiliamo sempre con gente che diventerà la controfigura di Lerch.
Forse perchè geneticamente conosciamo il problema della progressiva scomparsa del maschio (che Zanotelli ha da poco riportato in tivvù), e davanti a una futura lotta all'ultimo tacco per conquistare quei pochi non occupati, gay, disorientati o senza capelli ci piace partire premunite.
Forse siamo vittime di un pessimismo tutto femminile, che ci porta ad attuare un piano b qualora la possibilità di vedersi accoppiate si riduca drasticamente avvicinatesi all'età del collo a Gallus domesticus.
Forse perchè "meglio sole che male accompagnate" l'ha inventato probabilmente una cessa.
Forse perchè crediamo scarsamente in noi, per colpa della cultura maschilista, del Governo, e delle mezze stagioni.
Tutte ipotesi le mie, che mi hanno fatto sostare 20 minuti davanti al fax, parlando da sola.
E poi, a un certo punto, è davvero uscito un fax.

E riportava l'annuncio della prossima apertura di un'Agenzia matrimoniale a Bologna.

domenica 5 settembre 2010

Varanasi baby

E poi torni dopo nove mesi che sei stata via.
E la tua amica ha scopato con il tuo amico una sera che non sapevano cosa fare. Che la fidanzata del tuo amico forse è una ex ma ancora non lo sa. Che il tuo amico ha scopato la tua amica ma anche un'altra amica perchè quella sera è andata così. Che la tua amica ha scopato perchè boh, lui mi mancava. Che torni e vedi le stesse facce ma con molte rughe in più e una solitudine che credevi protagonista esclusiva dell'adolescenza.
E tu, in questo intreccio di scopate e ragioni futili, riconosci solo una cosa.
La tristezza.

mercoledì 30 giugno 2010

Termoregolazione dell'anima

Da due settimane vegeto in giro per Bologna.
Il massimo movimento che il mio fisico concede è il salto dal letto al divano, divano-frigo, frigo-doccia, per una strana incapacità ad acclimatarmi in questa Cambogia che è Bologna.
Che poi il clima è sempre una scusa dietro cui nascondere la nostra insoddisfazione, il patimento del nostro animo alle prese con i cambiamenti della vita che, confrontandosi con le aspettative di un' estate di grandi e grassi divertimenti, non può fare a meno di deprimersi irrimediabilmente.
E quindi vai dal giornalaio e via di ha visto che tempo che fa, quest'anno sarà instabile.
Alla Conad caldo eh oggi.
Con i vicini di casa C'è un caldo che sega le gambe, non sarebbe il caso di ripensare a quell'aria condizionata condominiale?

Parliamoci chiaro: è mai stato non caldo in estate? è mai esistito un tempo stabile? Non è, quest'ultimo, un ossimoro?
Sin dall'epoca di Noè mi pare ci fossero grossi problemi di regolazione metereologica, perciò non ne farei un dramma.
Per il resto c'è solo da sperare che il tempo sia come un'iniezione.
Passi in fretta, sia indolore e non lasci troppe tracce sulla pelle.

domenica 28 febbraio 2010

Le vostre bombette


Quando ero in terza elementare, un giorno la maestra di matematica ci raccontò di una giornata di quasi dieci anni prima, alla stazione di Bologna.
Lei tornava da una gita scout. Aveva i calzoni corti, i calzetti traforati e le piaceva Carlo, un ragazzo suo coetaneo.
Erano in treno da un paio d'ore, arrivo previsto ore 10.30, stazione centrale, Bologna.
All'altezza di Ferrara il loro treno venne bloccato su un binario, sotto un sole cocente.
La maestra ci raccontò che in pochi minuti lo scompartimento divenne talmente caldo che tutti i ragazzi gocciolavano sudore e lei si vergognava tantissimo, perchè era quella che gocciolava di più. Pensò al suo mascara, all'eye liner che sentiva sciogliersi sulle guancie.
Mentre quella che sarebbe diventata la mia maestra e gli altri ragazzi scout soffrivano il caldo fermi su un binario a Ferrara, a Bologna morivano 85 persone.
Mio padre tornando dal lavoro vedeva i taxi pieni di corpi destinazione qualunque ospedale non rischiasse il collasso e avesse almeno un corridoio libero.
Era il 2 agosto 1980.
Purtroppo sono passati trent'anni, e le persone hanno la memoria labile. Per persone non intendo il povero ragazzo sperduto che sogna un mondo proletario o il neofascista dei quartieri alti. Neanche il contadino di Solarolo. Parlo di persone come noi, come me e te, che vivono una vita normale, che lavorano a volte anche nel sociale, che hanno una scala di valori vicina a quella che consideriamo una scala di valori normale.
Credono che le bombette, come le ha chiamate una mia collega qualche giorno fa, siano utili, lo credono ancora in tanti.
Si nascondono dietro il fascino dell'estremismo, la voglia di non omologarsi, perfino la lotta al capitalismo. Oppure parlano di unica soluzione.
Io non penso ci sia solo un'unica soluzione, ma penso che sia dannatamente più facile pensarlo.
Preoccupiamoci.

lunedì 28 dicembre 2009

Lui chi è




















Quando è arrivata l'email, la mia prima reazione è stata:

Oh, merda.

Mia madre, alle mie spalle come un gufo, appena sentita l'esclamazione, ha aggiunto:

Che figo.

L'architetto, esteta amante della bella vita, delle belle cose e ovviamente delle belle donne, ha esclamato:

Che gnocca.

Martina, vicina di casa adolescente e molto attenta alla moda, ha precisato:

Quel piumino di Burberry costa più della tua macchina.

Io, vicina a una sincope, ho concluso con un addoloratissimo :

Ma è un trans.


Ieri in casa Abaluus si è sfiorata la crisi collettiva, quando è giunta l'email con la foto della mia nuova/nuovo landlord (affittuario di camere).
Per la cronaca, non abbiamo capito il sesso della/del signora/e di colore che si è fatto immortalare tempestato di catenine d'oro, con un piumino Burberry e la faccia alterata, di fianco a una brasiliana di un metro e ottanta, sudata e succinta in un vestito di tulle nero.
Indecisa su che foto inviare come risposta, la mia amica Ely mi ha suggerito quella del carnevale del 2006, quando ti sei vestita da gorilla, che secondo me gli piace.



lunedì 7 dicembre 2009

Casalinghe a ripetizione



Sei donna, sei giovane.
Hai una vita davanti, lavorativa, sentimentale e amicale.
Fai cose, non ne fai altre, vai avanti per la tua strada che in realtà non conosci e sei felice così, perchè ti piace fare le cose alla carlona, a caso, farti trovare dalla vita.
Giudizi prego astenersi.
Sei figlia di un femminismo insapore che ti ha educato a non farti trovare con le spalle al muro dopo un divorzio, e hai capito che l'emancipazione passa attraverso il lavoro.
Un lavoro modesto però, un impegno circoscritto, adeguato a pagare un mutuo ma se aspiri a qualcosa di più sei un irrecuperabile figlia del consumismo, pure un pò borghese.
E poi ti leghi a una persona, a un uomo, e le aspettative intorno a te cambiano.
Ti chiedono quando andrete a vivere insieme, quando ti fidanzerai e quando finalmente gli darai un figlio. Anzi, ti chiedono perchè ancora non l'avete fatto, che sono anni che state insieme.
E tu ti chiedi perchè, ora, la tua vita dovrebbe confrontarsi solo con parametri familiari e definirsi in base al livello raggiunto sulla scala 1-10 della casalinga perfetta anni 50'.
Che pensavi di essere andata oltre, di aver superato certi ostacoli, e quella vita digiuna di avventura ti sembra essere così poco riconoscente, dopo tanti anni di studio, così come quei 500 euri al mese.
Quel femminismo che filtrava dai racconti delle madri viene accantonato come la polvere in un angolo, fa parte della casa ma ti dicono di espellerlo, perchè improvvisamente fa starnutire a ripetizione.

lunedì 9 novembre 2009

Londra, sì. La capitale dell'Inghilterra

Qualche giorno fa ho avuto una conversazione surreale con una conoscente, dopo averle annunciato che mi trasferivo a Londra per lavoro.

- vado a Londra.

- Londra?

- Sì, Londra.

- Londra....

- Si, si. Londra.

- Ma....Londra, Londra?

- Sì, Londra. La capitale dell'Inghilterra.

- Ahh...


Da quel giorno mi sono chiesta che cosa avesse creato così tanta confusione nella sua testa mononeuronica per arrivare a chiedermi 5 volte se davvero si trattasse di Londra (si, Londra!)


1) ovviamente non pensava alla capitale dell'Inghilterra. Dopo Barcellona Pozzo di Gotto, ha pensato a Londra Calabra (d'altronde in provincia di Modena, c'è la California, quindi tutto è possibile).

2) ha pensato a uno scherzo da parte mia, che sono una riconosciuta burlona. Che ridere!

3) ha avuto una lesione al lobo temporale con conseguente fissazione mentale, e ora sta vagando per Bologna dicendo Londra a chiunque incontri. Se la incontrate siete pregati di chiamare il 118 o direttamente Villa Baruzziana.

4) Non conosceva Londra per nome. Per lei è semmpre stata la capitale dell'Inghilterra. Ora che lo sa è corsa a correggere le sue centocinquanta Smemorande su cui aveva scritto con l'evidenziatore fucsia " domani vado in viaggio studio nella capitale dell'Inghilterra".

5) è siciliana e non lo sapevo. Da lei si dice Lonttrra.

sabato 24 ottobre 2009

Cose che mio nonno non avrebbe mai pensato potessero accadere e invece accadono

Se mio nonno fosse vivo e vedesse che viviamo in case tutte uguali, colonizzate da Lack, Billy e Tertial tirerebbe giù qualche santo dal calendario e mi/ci/vi accuserebbe di aver disperso, rigettato, dimenticato le nostre italiche tradizioni, anche in fatto di arredamento.
A lui piacevano i cassettoni di legno scuro, i centro tavola con pizzo veneziano e i quadri di Maria Santissima di Montenero.
O, forse, se ne sarebbe fregato e avrebbe detto " brava" dopo l'ennesimo acquisto di lampade euri 5,99 all'Ikea.






















Ecco, diciamocelo.
Parlerei di qualsiasi cosa pur di commentare il fatto del giorno, ovvero che a Pietro Marrazzo, politico del PD, ex giornalista di una nota trasmissione televisiva nonchè attuale governatore del Lazio ( non dico della Calabria :), gli garba la terza via.
Ecco, io non me ne capacito.
Per quanto aperte, disinvolte, forti crediamo di essere, ci sono notizie che una donna non riesce, e non può, sostenere.
Non fa parte della nostra dotazione genetica, del corredo cromosomico del nostro essere.
Per quanto mi riguarda una è questa, l'altra è che tuo marito se la fa con Angelina Jolie.
Entrambe, per ora, piuttosto lontane.


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