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venerdì 6 maggio 2011

Riflessi

Quando una ha un problema, e sa di averlo, è un mezzo problema.

domenica 27 febbraio 2011

A ripetersi

Beccata davanti all'ennesima pagina di oroscopo online un'amica, di quelle vere, non quelle che si inaspriscono se ultimamente ti va troppo bene (ce ne sono tante, la loro identificazione ultimamente è il mio passatempo preferito) mi ha detto: "Certo che se controlli solo quei due segni zodiacali con cui ti pare di andare d'accordo, te ne perdi altri 10 con cui potresti stare anche meglio".
Giusto, ho pensato.
Ma chi ne ha voglia di buttarsi in relazioni completamente sconosciute, imprevedibili, e dove tutto funziona diversamente?
Ecco, quest'ultima frase l'ha udita solo l'omino che abita il mio cervello da quasi 28 anni, che con tutte le conversazioni deviate degli ultimi periodi probabilmente sta cercando di suicidarsi con il gas o i grassi idrogenati.
Mi sono fatta paura da sola. Ma davvero, nella vita, alla fine è più difficile cambiare modalità di relazionarsi sentimentalmente con una persona, anche se questo ti ha fatto stare a volte bene ma alla fine soprattutto male, che buttarsi in qualche sconosciuta e scarsamente prevedibile situazione nuova?
Ma soprattutto: cosa ne sarebbe dei personaggi di Beautiful se capissero tutto questo?








giovedì 9 dicembre 2010

Cordialmente

Oggi aspettavo un fax davanti alla macchina dei fax (ha un altro nome, per caso?).
Pensavo alle parole di mia madre "Ti innamori di gente che spesso sopravvaluti" o che ripete sempre il mio amico Andrea "No, quello no. Così ti butti via. Sei il caviale per uno che è abituato a ossa di pollo". Io ho paura che poi, continuando con questa selezione, prima o poi mi ritrovo a 40 anni, con due ovuli rimasti e con l'obbligo di rispettare quel patto che un giorno io e il mio amico R. suggellammo con un bicchiere di porto: "Se non sei sposata a 40 anni, ti sposo io e ti faccio fare tre figli". Solo che R. in dieci anni è diventato obeso e con problemi di alitosi, e io evitarei di onorare quella promessa adolescenziale.
Mi sono chiesta allora perchè noi ragazze ci imbuchiamo in patti-salva-vita-sentimentale in un età ancora lontana dal ticchettio schizofrenico dell'orologio biologico. E soprattutto perchè li stiliamo sempre con gente che diventerà la controfigura di Lerch.
Forse perchè geneticamente conosciamo il problema della progressiva scomparsa del maschio (che Zanotelli ha da poco riportato in tivvù), e davanti a una futura lotta all'ultimo tacco per conquistare quei pochi non occupati, gay, disorientati o senza capelli ci piace partire premunite.
Forse siamo vittime di un pessimismo tutto femminile, che ci porta ad attuare un piano b qualora la possibilità di vedersi accoppiate si riduca drasticamente avvicinatesi all'età del collo a Gallus domesticus.
Forse perchè "meglio sole che male accompagnate" l'ha inventato probabilmente una cessa.
Forse perchè crediamo scarsamente in noi, per colpa della cultura maschilista, del Governo, e delle mezze stagioni.
Tutte ipotesi le mie, che mi hanno fatto sostare 20 minuti davanti al fax, parlando da sola.
E poi, a un certo punto, è davvero uscito un fax.

E riportava l'annuncio della prossima apertura di un'Agenzia matrimoniale a Bologna.

mercoledì 7 luglio 2010

Inserimento del maschio a scopo terapeutico

Stamattina sono andata di corvè al nuovo comune di Bologna.
Per chi non fosse mio coincittadino, il nuovo comune si è spostato dietro la stazione, in una nuova e moderna struttura archittettonica molto coraggiosa per una abitudinaria città come Bologna, poco incline a credere nelle novità provenienti dal suo interno.
Mi sono avventurata, con l'indirizzo in una mano, alla ricerca della torre C, dove dovevo svolgere alcuni ciappini, come diceva mio nonno.
Essendo io passata sotto il comprensorio comunale solo a tarda notte e sempre piuttosto ubriaca, me le ricordavo imponente e maestoso, pieno di luci colorate. Ovviamente da sobria mi sono resa conto che trattasi di tre palazzine di media altezza e certo non passabili del termine torre.
Prima annotazione. Guardando la mappa che dovrebbe illustrarmi la localizzazione della torre a, b o c, capisco che la confusione non è una caratteristica esclusiva del Toro ascendente scorpione. Chiedo a un vecchio che passa per caso e che si sta cipollando i maroni, e apprendo che la torre c è quella a destra, dove davanti siede Federico Poggi Pollini intento a compilare un modulo. Anche i divi evidentemente hanno bisogno di fare dei ciappini in Comune, delle volte.
Entro e scopro che adoro le architetture coraggiose, se non altro perchè in 5 secondi il potente getto di aria condizionata mi ha asciugato tutto il sudore, anche quello che ancora dovevo sudare, lasciandomi in uno strano stato tipo prugna secca.
Dopo un quiproquo con l'usciere che si sbaglia e mi manda a un piano sbagliato, arrivo al mio piano. La portinaia mi fa aspettare, e poi fa il cenno di proseguire verso il corridoio dove, alla fine di una serie di porte aperte, c'è l'ufficio che cercavo.
Passando in quel corridoio bianco le ho viste.
Ho visto loro, le comunali. In un ufficio una signora tutta dritta e tesa gira un mappamondo tra le mani, con sguardo fisso nel vuoto. In un'altra stanza una corpulenta comunale azzanna una crescente spessa quanto un mattone, in quella a fianco due battibeccano su una questione che non riesco ad inquadrare.
Alla fine del mio tour del corridoio noto, con tristezza, che sono tutte donne.
Ecco io, da sempre, considero i ginecei più pericolosi della rana velenosa sudamericana, per intenderci. Ogniqualvolta mi trovi, mio malgrado, inserita in queste chiuse comunità femminili, mi manca terribilmente il punto di vista maschile. Che sia un giudizio su come effettuare un lavoro, il posto da scegliere per ubriacarsi, o la teoria sul perchè non ti chiama. Il gruppo misto attiva una inconsapevole tensione rendendo movimentata l'atmosfera ed evita il focalizzarsi su quelle piccole e noiose questioni di principio, per noi donne così importanti. Un buon maschio, inserito in un ambiente lavorativo composto da sole donne, ripristina l'energia sessuale e perchè no, anche la competizione lavorativa. Oltre a cambiare le lampadine in maniera superba.
Questa è la mia personale teoria, ma accetto di essere pubblicamente smentita.
Più maschi e meno cottolenghi comunali.

lunedì 17 maggio 2010

Considerazione

Gli uomini non riescono ad identificare l'artificio.
Per loro una donna con i tacchi alti è alta e una con il seno siliconato è maggiorata.
Non discernono l'essenza dalla costruzione, l'effetto dall'origine.
Per loro la compagna scaccolosa delle medie è pur sempre papabile, se rimessa a nuovo da un team di meccanici professionisti.
Per noi donne, invece, l'anologo maschile rimane, nei secoli dei secoli, un mangia-caccole.
Amen

lunedì 3 maggio 2010

Notizie dal mondo animale

Nella carrellata di notizie quotidiane che accompagnano il mio caffè lungo (questa volta senza pollo), la seguente mi ha impedito la digestione, anche se non avevo mangiato niente.
Sento il bisogno di comunicarvela.


Questo amorevole quadretto che potrebbe rappresentare la massima espressione dell'amore familiare, in realtà è una coppia.
Ricordo a chi sta leggendo che, dicesi coppia, l'unione di due persone che intrattengono una relazione che, per distinguersi da quella amicale, viene convalidata dalla presenza di tutte quelle effusioni romantiche che sono la componente principale dell'insieme sesso .
I due signori qua sopra, nonna e nipote, dopo aver scoperto l'uno l'esistenza dell'altro solo un anno fa, si sono innamorati e hanno deciso di mettere al mondo una creatura, figlia dello spermatozoo di lui e di un utero gentilmente concesso da una sconosciuta.


Che con la notizia che un postino tedesco, Uwe Mitzscherlich, ha impalmato la gatta Cecilia, quindicenne e malata, con il benestare del fratello di lei, Erik, in una cerimonia officiata da una star della televisione tedesca, fanno due delle notizie con cui la brillante Gallery di Repubblica.it ci ha voluto rendere partecipi delle tendenze della società moderna e che, secondo me, convalidano l'ipotesi che nel 2012 finirà il mondo.


martedì 27 aprile 2010

La situazione è seria ma non grave



Scenario.
nel 2000 partii da Milano Linate per l'Irlanda, dovrei sarei rimasta per circa un anno.

Peso di partenza: 51 kg.
Peso di ritorno: 63 kg.

Alla fine di quel periodo i miei genitori, all'aereoporto, anche se non l'hanno mai esplicitamente detto, credo che pensarono quello che il padre di Nora Ephron disse quando vide sua figlia tornare fortemente in sovrappeso dopo il primo anno accademico a Boston:
Almeno è simpatica.

A quella traumatica esperienza di lievitazione ovviamente è seguita la scoperta del tema cibo, prima considerato banalmente parte delle mie funzioni biologiche e perciò naturale, e poi diventato compagno nebuloso in una relazione aperta non troppo chiara.
Comunque.
In questi giorni si rifletteva sul fatto che, se ogni epoca ha un leitmotiv principale, una chiave d'interpretazione delle sue nebbie e dei suoi giorni di sole, questi anni sembrano vertere intorno al tema cibo.
Sarà che siamo tutti in fase orale, come diceva Freud, e quindi per calmare un'ansia primaria, selvatica ed innata, bisogna placare quell'organo così investito di pulsioni che è la bocca (e allora perchè non si mettono tutte a fare pompini? ha sentenziato il mio amico giustamente, e forse li fanno e li facciamo, evidentemente non a lui).
Sarà che in quest'epoca di noia, dove tutto è già stato fatto e detto, il cibo è una droga legalizzata e sempre disponibile, un pò come l'oppio e l'assenzio nella Francia dell'Ottocento, che miete ogni anno vittime silenti ma reali.
Sarà la sua abbondanza, che ne rende ridondante l'immagine e la possibilità di manipolazione, un pò come quando ti ritrovi con una un pò carnosetta-diceva sempre lui - che la ribalteresti in ogni modo e ti ci infileresti ovunque.
Quindi la possibilità del cibo ci rende dipendenti così come la possibilità della gnocca rendeva ninfomani il signor Douglas e il signor Duchovny ?
E' davvero così?
Ci possiamo ragionare.
Quello che penso è che il mangia tutto quello che puoi finchè puoi ha il sapore di un riflesso che l'evoluzione ci ha lasciato in eredità per prepararci ad eventuali periodi di magra, memore di quando se non approfittavi del primo animale che ti passava davanti, la sera davanti al fuoco erano brutti momenti.
Il problema però - ma quella buonadonna dell' evoluzione non poteva saperlo - è che i tempi di magra per l'uomo moderno non arrivano pressochè mai.

sabato 17 aprile 2010

La nostra tettonica




Venerdì pomeriggio dovevo prendere un aereo e recarmi a Bologna, passare 4 giorni a casa, la mia casa, con le mie cose, il mio gatto, il mio vino, il mio ragazzo, i miei geniori e i miei amici.
Venerdi' pomeriggio io non sono partita, perchè in Islanda, terra a me sconosciuta se non fosse per i natali dati a Bjork e luogo dove, raccontava mia nonna quando ero piccola, si consuma la più grande quantità di arringa del mondo, un vulcano ha deciso di eruttare, sparare ceneri nell'atmosfera e mandare in crisi gli aereoporti di tutta Europa.
Va bene.
Che se mi dicevano che non partivo per un vulcano, avrei riso a crepapelle, ed invece eccomi qui.
E non rido per niente.
Narrano uccelli della malora metropolitani che la nube di cenere potrebbe permanere nell'atmosfera addirittura per mesi, sabotando le traiettorie di tutti gli aerei del nordeuropa, e costringendoci ad una forzata permanenza nelle sempre verde Albione.
Ma manteniamo la calma.
Chi cerca di spiegarmi la tettonica a zolle fa un buco nell'acqua in quanto la sottoscritta, anche se è un' umanista che lavora a stretto contatto con rigorosissimi scienziati, rimane una di quelle persone che ride davanti alla tettonica e fa battute di pessimo gusto.
Quindi ho, in compagnia di un gruppo di ricercatori bloccati come me a Londra da quello che è stato soprannominato il Venerdì delle Ceneri, deciso di trovare una teoria alternativa che spieghi questo weekend programmato da mesi andato biecamente in cenere (carina eh?).
Considerata la mole di lavoro che da ieri il mio capo ci ha affibbiato e il sorrisino con cui ci porgeva gli articoli da revisionare, io e i miei colleghi siamo giunti ad una conclusione: non è la tettonica a zolle, questo stormo di ceneri è una mossa per salvare l'economia inglese.
La crisi anche qui è sempre più pressante e, si sa, tutti gli stranieri che lavorano a Londra, immigrati, pendolari, impiegati a breve termine, sono una grande risorsa per l'economia inglese che si approccia a vivere il più grande periodo di recessione della sua storia moderna.
E quindi? Che fare?
Li abbiamo immaginati, con dei cannoni, a sparar cenere nell'atmosfera, per poi dare la colpa a un anonimo vulcano in Islanda che tanto più sfigata di così, in questo periodo, proprio non potrebbe essere.
Insomma, questa ipotesi revisionista prende sempre più piede, in questo weekend di sole inglese e lavoro.
D'altronde da chi guida a destra, mangia fagioli al sugo e beve acqua al mirtillo, mi aspetto di tutto.
E che Dio salvi quella buonadonna della Regina.

giovedì 25 marzo 2010

Considerazioni

Mentre la maggior parte delle persone discende dall'Uomo Sapiens ( che wikipedia definisce prognatico e a pelo corto, che orrore!) e alcune minoranze dall'Uomo di Neandertal, tra cui la mia coinquilina, alcuni parlamentari e un paio di altre personcelle di cui non farò nome perchè esiste il reato di diffamazione, è stato evidenziato, dopo attente analisi biologico-antropologiche, che io discendo direttamente dal divano.


















ps Ovviamente un Roche Bobois.

martedì 2 febbraio 2010

Io e Savanna

Arriva un momento nella vita in cui si fanno cose mai fatte prima.
Non si sa perché, se scatta qualcosa nel cervello o arriva un particolare ormone addetto a completare quanto non portato a termine. Un ormone preciso, un ormone vergine, riprende le idee là dove le abbiamo lasciate sedimentare e le fa germogliare, o morire.
Dopo averle covate, incubate, coccolate per giorni, mesi, anni, alcune idee esplodono e si materializzano nella nostra realtà. A volte sono così importanti che la loro attuazione ci da una grande soddisfazione. Altre sono state così represse da esplodere letteralmente come un gayser, e quando lo realizzi hai ammazzato il vicino di casa (o il compagno di casa) (o il marito) (l'elenco potrebbe continuare)(non lo continuo però).
Ecco, io sono una di quelle persone che o fa le cose senza pensarci (creando grossi problemi a se stessa e alla realtà di persone che le ruota attorno) o ci pensa talmente tanto che non le fa.
Per anni, secoli.
Ecco, sabato ho fatto una cosa che da otto anni mi ripromettevo di fare, senza ovviamente farla.
Ho comprato una bici.
(bisogna partire dalle piccole cose, no??)


( la nostra piccola legata in balcone, fianco sinistro)


Penso di essere lo zimbello delle mie amiche a Bologna per quante volte ho detto " adesso mi compro una bicicletta" e poi arrivavo con il 20.
Scusate, son fatta così.
Ma come potete notare sono entrata in un processo di evoluzione - molto lenta e graduale.
Al momento io e Savannah (in Italia c'è la Graziella, a Londra c'è la Savannah) godiamo di ottima salute. L'umidità e la copiosa pioggia non ci hanno impedito di percorrere svariate miglia insudiciandoci, bagnandoci, imbruttendoci come mai nella vita avrei pensato.
Per ora nessun incidente, a parte un piccolo inconveniente avvenuto su una salita, quando ingranando la marcia sbagliata ho pedalato a vuoto per mezzora assomigliando a un criceto sulla ruota.
Dettaglio, però, del tutto trascurabile, data la portata globale dell'impresa.

venerdì 22 gennaio 2010

From a Wonderbaier point of view

E' successo la prima volta qualche giorno fa.
Tardo pomeriggio, tornata dal lavoro.
Il mio coinquilino francese, un 23enne simile alla versione gay di Ben Affleck, scende le scale e si posiziona sul divano a gambe aperte.
Ha indosso solo una canottiera (è l'ultima moda in casa mia, sarà per i 40 gradi onnipresenti) e i muscoli tirati sono lucidi, perché è appena uscito dalla doccia.
Noto obiettivamente che trasuda sensualità da ogni poro dilatato della pelle, ma il pensiero neppure mi sfiora la mente. Anzi. Gli chiedo se è lui che ha intasato il bagno ieri e lui si confessa e dice che si, la potenza francese ha colpito ancora (per chi mi segue su Twitter forse ricorderà l'inconveniente del bagno di qualche giorno fa).
Ecco, mi sono accorta che mi approcciavo a lui non come una donna, che avrebbe avuto un sussulto, un qualche movimento interiore, un pensiero (anche di schifo eh) verso la sua quasi totale nudità, ma come una vecchia zia, che ci mancava poco che gli dicevo copriti che fa freddo, bel ragazzino.
Allora mi sono venute in mente le teorie sulla vita del mio amico B.
Secondo B., il mondo si divide in chi fa Wonderbaier e chi non lo fa.
Chi fa Wonderbaier sappiamo essere impegnato - settimanalmente, mensilmente o i più fortunati quotidianamente - in un attività più o meno piacevole, più o meno nobile, più o meno atletica, che tutti voi ben immaginate. Questa pratica stanca, rilassa, impegna, fa consumare calorie, causa il Global Warming perchè necessita plurime docce, trasforma in piacevoli noiose chiacchierate al bar e, soprattutto, rende forti del fatto di farlo e di poterlo rifare.
Chi non fa Wonderbaier invece, ha a disposizione svariate ore settimanali per pensare in primo luogo al perché non lo fa e poi, quando il motivo della mancanza di Wonderbaier diviene chiaro alla sua coscienza, ha tempo libero e per evitare di abbracciare un qualche circolo vizioso ossessivo, di lì in avanti, sublima.
Quindi il sesso o si fa o lo si esclude dalla propria vita, non esistono vie di mezzo .
Ecco, io in questo periodo rientro piacevolmente nella seconda categoria, cioè quelli che hanno momentaneamente abbandonato il sesso e (ora lo dico) i pensieri riguardo al sesso, per abbracciare non la via della santità ma qualcosa di più indefinito, a metà tra la purezza adolescenziale e la massima espressione di creatività artistica.
Cioè, ho sublimato.
Ho messo in atto quello che generazione di donne single-croniche, nerd indefessi, abbandonati senza capacità di recupero, femmine che hanno scelto di non aver contatti con il genere maschile neanche per perpetuare la specie, fanno.


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